Da diversi mesi ormai è possibile constatare una massiccia indisponibilità di memorie per desktop e server. Questa situazione, creata secondo gli analisti dalla massiccia crescita dei sistemi basati su A.I., ha provocato una forte contrazione del mercato OEM. C’è un’impossibilità più o meno marcata di poter disporre della stessa capacità di acquisto dell’inizio del 2025. Fermando de facto sia il mercato degli integratori che quello enterprise.
Quali prodotti sono interessati da questa crisi?
Per lo più memorie RAM di tipo DDR5 e SSD di tipo NVMe, ma la contrattura sta iniziando a toccare anche componenti embedded che includono moduli saldati e comunque collegati all’approvvigionamento di chip.
Durata, effetti
- Tutti gli esperti del settore sono concordi nell’affermare che la crisi non rientrerà prima del 2028.
- L’indisponibilità dei moduli ha provocato un aumento dei prezzi sul mercato fino al 300%.
- Sono previsti ulteriori rincari anche di un ulteriore 40% con un picco previsto per metà 2026.
- Nella prima fase gli effetti non saranno molto apprezzabili nel mercato Enterprise, in quanto vi sono ancora scorte di fine 2025.
- Il mercato OEM e Entusiast possono già toccare con mano attraverso i consueti canali di vendita, tale aumento, spingendo il mercato a ritardare e/o annullare acquisti e upgrade.
Come sopravvivere a questa contrazione?
- Possiamo sicuramente pensare di tornare ad una strategia di ottimizzazione sia dell’hardware che del software: il mercato Desktop può iniziare a pensare di puntare sull’ottimizzazione del sistema operativo, preferendo,in talune situazioni, la scelta di optare per un sistema operativo basato su Linux piuttosto che Windows.
- Server & Enterprise side: stesso discorso è applicabile lato Enterprise, puntando su configurazioni ottimizzate in grado di dare precedenza a container o vm lite e ridurre il carico di memoria per i carichi standard.
- Utilizzo di standard meno aggiornati come DDR4 e piattaforme precedenti: anche se può essere vista come una grande limitazione, il riutilizzo di piattaforme hardware basate su memorie DDR4 o socket della precedente generazione, potrebbe sopperire alla necessita di compiti con grande richiesta di memoria aggiuntiva. Le ultime generazioni di piattaforma su DDR4 arrivano fino al 2022 e possono risultare un’ottima alternativa soprattutto grazie al mercato “refurbished”.
E' il caso di preoccuparsi?
Anche se l’attuale situazione potrebbe preoccupare i più, è il caso di osservare alcuni punti importanti.
- Si parla di un lasso di tempo abbastanza lungo: durante questo anno potrebbero essere presentate piattaforme e/o tecnologie in grado di venire incontro a tali problematiche come nuove piattaforme oppure soluzioni ibride (con utilizzo per esempio di DDR4), come già successo in passato.
- Per la maggior parte della platea del mercato End User, rinviare un acquisto oppure un upgrade, potrebbe costituire solo un problema “minimo”: ci troviamo già nella situazione in cui i sistemi medi possiedono 16GB di memoria di base e questo potrebbe costituire una “situazione ottimale” almeno durante il 2026.
- Le grandi aziende possono far fronte all’aumento di prezzi con strategie competitive e in grado di incorporare l’eccessivo aumento.
- La crisi potrebbe avere effetti meno duraturi di quelli previsti: trattandosi di stime, anche la durata potrebbe subire variazioni migliorando la situazione
Come procedere
- Riorganizzazione del bare metal esistente: in passato si è spesso preferito investire su materiale nuovo, anche se server e workstation di 2-3 anni possono ancora dare il meglio con un certo “tuning”.
- Acquistare solo da venditori certificati: come spesso accade, quando ci si trova in situazione critiche, anche attori poco professionali tendono ad approfittarsene ed è facile incappare in acquisti incauti sotto diversi aspetti.
- Pianificare una transizione verso il cloud: pensare a migrare i servizi che possono essere spostati verso il cloud computing.
- Concentrarsi sul software e non sull’hardware: spesso viene posto troppo accento sulle scelte strategiche, optando per hardware sovradimensionato di cui i servizi stessi non si gioverebbero.
Conclusioni
Questa crisi rappresenta un primo passo verso un nuovo modo di concepire le risorse e le priorità nel territorio globale.
C’è sempre più necessità di calcolo automatizzato e questo renderà molti nostri servizi inutili e superati.
A meno che non si offrano servizi direttamente collegati all’automazione, per tutti gli altri potrebbe essere un’occasione per sondare il mercato dei servizi in cloud e preservare l’investimento attuale per la struttura essenziale dell’organizzazione.
Bisogna essere comunque ottimisti e guardare oltre la crisi.







